Interior Design: materiali da interni e competenze per progetti su misura
I materiali da interni definiscono funzionalità, identità ed esperienza d’uso. Nel Master IMID, modulo materiali significa scelta consapevole, innovazione e competenza tecnica per progetti su misura.
Nel progetto d’interni contemporaneo, la scelta dei materiali da interni non è un dettaglio estetico, ma un atto strategico. Ogni superficie influenza comfort, manutenzione, percezione dello spazio, sostenibilità e budget. Per questo il Master IMID – Interactive Media for Interior Design (Università Iuav di Venezia) integra un modulo intensivo sui materiali che unisce pratica di laboratorio, cultura del progetto e tecnologie digitali. In questa guida aggiornata mostriamo come si lavora in aula, quali materiali dominano il mercato, come si costruisce un workflow efficiente e come prepararsi a lavorare con aziende e fornitori.
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Perché i materiali guidano il progetto
Un interno ben riuscito nasce dall’equilibrio tra funzionalità, identità e esperienza d’uso. I materiali definiscono tutte e tre le dimensioni:
- Funzionalità: resistenza, pulizia, sicurezza, durabilità, performance acustiche e termiche.
- Identità: linguaggio formale coerente con brand e contesto (residenziale, retail, hospitality, uffici).
- Esperienza: tatto, assorbimento della luce, comfort visivo, riflessioni e texture.
La scelta dei materiali parte sempre dall’uso: aree ad alto calpestio, zone umide, superfici di lavoro, spazi pubblici con norme specifiche. Nel Master IMID gli studenti imparano a costruire una matrice decisionale che incrocia requisiti tecnici, obiettivi estetici e vincoli economici: una pratica che riduce errori e revisioni in fase esecutiva.
La “valigia dei materiali”: un approccio esperienziale
Il modulo IMID coordinato da Giovanni Siard trasforma l’aula in un material lab. Gli studenti analizzano campioni reali — Forex, MDF, plastiche tecniche, fogli di legno, fibre di vetro, profilati e barre metalliche, tessuti d’arredo — e imparano a valutarne peso, flessibilità, finitura, comportamento alla luce, reazione all’umidità e ai detergenti.
- Osservazione: come la texture modifica la percezione e le ombre.
- Manipolazione: piegatura, taglio, incollaggi, sistemi di fissaggio.
- Documentazione: schede tecniche, indicazioni di posa, manutenzione.
Questa alfabetizzazione tattile e visiva è la base per dialogare con aziende, falegnamerie e contractor, tradurre i render in soluzioni eseguibili e motivare le scelte con argomenti misurabili.
Approfondimento tecnico: materiali protagonisti e impieghi
Forex (PVC espanso)
Pro: leggerezza, lavorabilità, stabilità dimensionale, resistenza all’umidità. Contro: sensibilità ai graffi e al calore diretto. Impieghi: pannellature temporanee, espositori, rivestimenti leggeri, mockup per retail. Consiglio IMID: usare spessori differenziati per prototipi stampati/verniciati; prevedere bordature per una resa premium.
MDF (Medium Density Fibreboard)
Pro: omogeneità, finitura liscia ideale per laccature, precisione nelle fresate. Contro: teme l’umidità se non protetto; peso maggiore del multistrato. Impieghi: arredi su misura, boiserie, volumi continui. Consiglio IMID: scegliere MDF idrofugo in cucine e bagni; curare sigillature e primer per laccature durature.
Materiali plastici tecnici
Policarbonato, PMMA, PET-G, HPL. Pro: trasparenze, colorazioni, resistenza agli urti (PC), lavorazioni CNC/laser. Contro: graffiabilità, sensibilità a solventi. Impieghi: paratie luminose, display, superfici verticali ad alto impatto visivo. Consiglio IMID: valutare versioni riciclate/riciclabili per progetti con KPI ESG.
Legno e impiallacciati
Rovere, noce, frassino, faggio; impiallacciati naturali e precomposti. Pro: calore, riparabilità, varietà estetica. Contro: sensibilità a umidità/urti se non protetti. Impieghi: piani, ante, pavimenti, rivestimenti. Consiglio IMID: abbinare finiture a poro aperto per interni residenziali caldi e finiture verniciate/laminate per aree ad alto traffico.
Fibre di vetro e compositi
Pro: leggerezza, possibilità di forme curve, continuità superficiale con resine. Contro: necessità di maestranze specializzate, attenzione alle emissioni in cantiere. Impieghi: gusci, rivestimenti integrati, elementi scenografici. Consiglio IMID: valutare gelcoat opachi per ridurre riflessi in ambienti museali e corporate.
Metalli (acciaio, alluminio, ottone)
Pro: resistenza, precisione, finiture evolute (bruniti, satinati, micropallinati). Contro: conduzione termica/freddo al tatto, possibili impronte. Impieghi: strutture, profili luminosi, dettagli, maniglie, basi tavolo. Consiglio IMID: protezioni ceramiche sottili o PVD per durabilità e coerenza cromatica.
Tessuti d’arredo (decorativi e tecnici)
Velluti, bouclé, lane tecniche, tessuti acustici e ignifughi. Pro: comfort, acustica, colore. Contro: manutenzione e usura da sfregamento. Impieghi: sedute, pannellature fonoassorbenti, tendaggi. Consiglio IMID: combinare tessuti performance su sedute operative e trame naturali in lounge/ospitality.
Tendenze materiali 2025: sostenibilità, intelligenza, ibridazioni
- Sostenibilità integrata: crescente uso di pannelli certificati, plastiche riciclate, filiere corte; richiesta di material passports per tracciabilità e fine vita.
- Materiali intelligenti: cromie variabili, opacità controllata, superfici antibatteriche, coating autopulenti per contract e sanità.
- Ibridazioni: legno+metallo per volumi leggeri, marmo+tessuto per boiserie morbide, microcementi+pietra ricostituita per continuità visiva.
- Artigianato digitale: CNC e stampa 3D per micro-serie su misura con qualità di finitura industriale.
Dal concept al prototipo: il workflow operativo IMID
- Brief e requisiti: destinazione d’uso, norme, manutenzione, budget, identità visiva.
- Pre-selezione materiali: 3–5 alternative per ogni superficie, con pro/contro e costi.
- Simulazione digitale: modelli 3D, palette, test di luce; render in tempo reale per verifiche rapide.
- Campioni reali: confronti alla luce naturale e artificiale; test di graffio, macchia, pulizia.
- Giunzioni e dettagli: staffe invisibili, lamelli, incastri; spessori e tolleranze in falegnameria.
- Prototipo: mockup parziale o elemento pilota; verifica con committente e impresa.
- Capitolato: schede materiali, codici, fornitori, cicli di posa e manutenzione.
Scarica il programma IMID per vedere come questo workflow è integrato nei moduli e nei project work con le aziende partner.
Case study didattici: tre contesti, tre strategie
1) Retail modulare ad alto turnover
Obiettivo: layout flessibile, aggiornabile in tempi brevi. Soluzione: struttura in alluminio con profili standard, pannelli in MDF laccato opaco intercambiabili, ripiani in HPL, retroilluminazione LED. Perché funziona: minima invasività, facilità di sostituzione finiture senza rifare impianti. Nota di costo: i profili riutilizzabili ammortizzano il budget in 2–3 campagne.
2) Appartamento storico con impianti integrati
Obiettivo: mantenere il carattere storico senza rinunciare al comfort. Soluzione: pavimenti in rovere spazzolato a poro aperto, boiserie in noce, micropareti in microcemento, inserti in ottone satinato, pannelli fonoassorbenti dietro tende in lana. Perché funziona: materiali caldi e reversibili; acustica migliorata; impianti nascosti.
3) Area lounge corporate
Obiettivo: identità premium, acustica controllata. Soluzione: pannelli tessili acustici, piani tavolo in Fenix con anti-impronta, profili metallici per luci integrate, elementi in vetro satinato retroilluminati. Perché funziona: comfort acustico + manutenzione semplificata; resa fotografica ottimale per comunicazione aziendale.
Giunzioni e dettagli: dove si vince (o si perde) qualità
- Ante e cassetti: cerniere con regolazioni micrometriche; guide a estrazione totale con ammortizzatori; bordi in ABS/legno.
- Pannellature: sistemi a scomparsa con magneti e femmine metalliche; giunti di dilatazione su pareti lunghe.
- Top cucina/ufficio: giunzioni a 45° con rinforzi; gole integrate; protezioni sottolavello contro umidità.
- Illuminazione: profili LED incassati con diffusori opalini; alimentatori ispezionabili.
Sostenibilità e manutenzione: KPI da inserire nel capitolato
- Certificazioni: FSC/PEFC per legno; dichiarazioni VOC; classe di reazione al fuoco per contract.
- Riciclabilità e fine vita: schede di smontaggio e percentuali di recupero.
- Manutenzione: cicli di pulizia; resistenza a macchie comuni; kit di ritocco.
- Durabilità: test abrasione per superfici e tessuti (Martindale), resistenza a graffio e calore su piani.
Strumenti digitali a supporto della scelta
Il modulo IMID integra strumenti di modellazione 3D, rendering in tempo reale e realtà aumentata per testare finiture e palette direttamente nello spazio. Gli studenti simulano l’interazione tra luce e superfici, verificano hotspot di riflessione, comparano opaco/opaco-soft-touch/lucido e producono tavole di confronto con bill of materials e costi unitari. Questo accorcia il percorso decisionale e rende trasparenti le motivazioni della scelta con il committente.
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Checklist operativa: come scegliere i materiali in 7 passi
- Definisci i requisiti (uso, norme, budget, identità).
- Pre-seleziona 2–3 materiali per ogni superficie con pro/contro.
- Simula in 3D con luce di progetto e varianti cromatiche.
- Osserva i campioni alla luce reale e verifica manutenzione.
- Disegna dettagli e giunzioni con spessori reali.
- Prototipa almeno un elemento chiave.
- Capitola (codici, finiture, posa, manutenzione, fornitori).
Domande frequenti degli studenti (e come le affrontiamo)
MDF o multistrato? MDF per laccature e volumi continui; multistrato per leggerezza, stabilità a viti e ambienti umidi (versioni marino).
Velluto in spazi pubblici? Sì, se con test abrasione elevati e trattamenti antimacchia; abbinare sedute sfoderabili.
Microcemento su grandi superfici? Valutare supporti, dilatazioni e cicli protettivi; prevedere manutenzione programmata.
Metallo e impronte Evitare finiture troppo lucide nelle aree di contatto; preferire satinati o PVD.
In aula: dal campione alla decisione
Ogni esercitazione IMID termina con una decisione motivata e un capitolato sintetico: si indicano materiali, finiture, codici, fornitori, costi unitari, tempi e schede di manutenzione. L’obiettivo è allenare la capacità di argomentare scelte tecniche davanti a committenti e imprese.
Come partecipare al Master IMID
Il Master IMID dura dodici mesi, si svolge in presenza a Venezia e prevede project work con aziende e studi partner. L’ammissione è a numero chiuso. Se desideri lavorare a un livello professionale superiore, con un metodo che integra pratica, tecnologia e cultura del progetto, valuta la candidatura.
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Conclusione: materiali come leva strategica
Dominare la scelta dei materiali significa governare qualità percepita, durabilità, manutenzione e identità. Con il metodo IMID passi dal campione al capitolato, dal render alla posa, con una filiera di decisioni chiara e replicabile. È così che si costruiscono interni credibili, sostenibili e riconoscibili.
Scarica ora il programma del Master IMID e scopri come trasformare la conoscenza dei materiali in un vantaggio competitivo misurabile.